
Stille, bagliori riflessi
volteggiano in tenebra.
Appare sparisce
ritorna si eclissa
s’arrotola in nembi
di soffici tratti piumati.
- O stelle, si sente la voce?-
Quaggiù, in questo altrove
pianti sospiri sussurri risa.
La testa affondo
in quella tenebra
che fluida
assorbe inchiostro
e miraggi rimanda.
Lusinghe di stelle vado cercando
blandizie di stelle a detergere
polveri
su frontiere infrante.
E carri e orse e cigni
e aquile e arieti e balene
mi affanno e rincorro
percorro nel cielo
si perde lo sguardo
a piombo nell’infinito
stramazzo.


