(Mondrian, mysticfractal)
Decisioni; caselline
perfettamente aderenti
a solidi geometrici
spasimi tartassanti
imposti da insistenti
pretese. Gocciolano
le speranze
chiazzando presenze
non sconfitte.
Sottoscritti patti
senza consultazioni
preventive
confiscano
le predisposte
mete.


Decisioni; caselline
RispondiEliminaperfettamente aderenti
a solidi geometrici
Contro le geometrie pure di nostri disegni di rapporti e vite, si cela il caso, il rischio, il notro imprevedibile sentire e reagire. L'impegno viene dalla volontà e dall'autorepressione, ma occorre un filo....per non naufragare...
Patti....decisioni....realtà geometriche...spesso inevitabili. Il nostro animo respira altro, ci adattiamo ad un vivere che può essere microcosmo o macrocosmo che spesso non ci corrisponde. Ci adattiamo ad "insistenti pretese" reprimendo i nostri bisogni e ne scaturiscono "spasimi tartassanti". "Gocciolano le speranze"...e le nostre mete confiscate....sono apparentemente irraggiungibili. Nella quadratura analitica e logica di rassegnazione l'anima resiste (sin che può), si oppone (nell'io) e si ribella nel modo e nei termini che la realtà consente (o che non consente). Si respira forza sopita che trova sfogo ed espressione viva e sincera nella poesia....arma liberatoria e grande...per affermare il sè...per recuperare e far esplodere la propria intensità. Da solidi gioemetrici....ci si trasforma in liquidi....in gas vaporosi che ci esplorano...che si elevano....accarezzando l'interiorità e donando a chi ti può felicemente leggere.... Grazie cara amica FRANCESCA!!!
RispondiEliminaRingrazio l'amica Gloria per questa opportunità che mi offre ancora una volta. L'accompagnano un quadro "metafisico" e la voce di una delle più grandi interpreti musicali italiane. Mi auguro che questi "dubbi", queste "mete confiscate" possano tornare presto di proprietà di ogni anima in travaglio.
RispondiEliminaA Silvia che dire: un'analisi profonda che coglie, tra le pieghe della sofferenza, la forza implicita del riscatto.
Francesca Varagona
Ermetica ma precisa, arriva subito a far giocare il destino nella pupilla di chi legge e assorbe il caso..coincidenze, strade, fatti avvenuti, immaginati, sognati, decisioni sofferte e subite, tutto danza in questa poesia essenziale
RispondiEliminagrazie!
Tatiana Andena
Questo è ciò che ci facciamo negando correnti impetuose del cuore, desideri come folate di vento improvvise, sbalzi di volontà pieni di saggezza che vengono spesso dal molto vicino dell'anima... Una poesia che, oltre a raccontarci prigionieri in gabbie autoinflitte, suggerisce senza dirla l'urgenza di un urlo liberatorio che ci restituisca alla vita.
RispondiEliminaAlessandra Fanti
Ciò che è sottoscritto può essere riscritto..pagare una penale non ha importanza se a beneficiarne è la nostra stessa (e unica) vita.Grazie,è intensa e profonda!
RispondiEliminaMaria pia Monicelli
Patti e contratti presuppongono l'accordo che a volte è solo apparente, mentre sotto cova l'ostilità e l'insofferenza...
RispondiEliminala nostra vita non è là, vorrebbe fluire libera, senza costrizioni, ma a volte siamo costretti a venire a patti e li rispettiamo controvoglia...
Sintetica e chiara nella sua impostazione.
La nostra esistenza scorre libera da geometrie razionali, ci sono tante situazioni da affrontare, da subire, da risolvere, forse anche qualche compromesso. La lirica affronta mirabilmente questa condizione.Complimenti francesca. Il quadro è appropriato e la canzone di Mannoia completa l'affresco.
RispondiEliminaAntonio Lanza
Il Patto invisibile con la vita, fatto di incastri esatti, spesso dolorosi.Un dialogo senza parole in cui si scende anche a compromessi, purchè si trovi un angolo di terra, dove far gioire il cuore.
RispondiEliminaSilvia C.
..la poesia aiuta il lento fluire della vita..a capire...valutare. a liberarci da schemi razionali..vivendo un sogno..senza confini ..senza mete.. un grazie a Farncesca e a alla splendida Gloria..un abbraccio..Carmen Pettinaro
RispondiEliminaItalia de Maria
RispondiEliminail fatto è che si impara ,forse tardi,che nella vita non c'è niente di geometrico e immutabile.i patti possono essere la tensione ad un impegno,l'unica cosa che si può garantire.grazie
Italia de Maria
RispondiEliminail fatto è che si impara ,forse tardi,che nella vita non c'è niente di geometrico e immutabile.i patti possono essere la tensione ad un impegno,l'unica cosa che si può garantire.grazie
Non è vero che i patti siano sempre improntati a costrizioni e contro volontà.Se l'impegno è sottoscritto in buona fede da ambo le parti e,soprattutto,con reciproco rispetto,nella maggior parte dei casi,funziona a meraviglia e non da luogo a nessun contrasto.Ma per lo più,quì si parla di patti che sottintendono un vizio iniziale di accettazione contro una convinta volontà e,allora,se ci sono inespresse riserve, il tutto si traduce in insopportabili situazioni ,quando non si arriva a malevole e tossiche condizioni e a continue, aperte e temibili contestazioni.Se è vero che un rapporto si riduce ad un vivere penoso e inappagante,occorre chiedersi quanta poca lealtà emerga dai nostri attuali comportamenti,soprattutto quando nuovi interessi inquinano un vivere sereno. .Modi per uscirne ce ne sono parecchi e sarebbe tedioso elencarli tutti.Se intendiamo riproporci un modello di vita diverso, occorre affrontare il rischio di una vita all'insegna della propria assoluta libertà. A questo punto è doveroso ricordare che una vita sia condotta in spregio a qualsiasi patto o sia da essi condizionata non sarà mai in grado di soddisfare,per le tipiche debolezze dell'animo umano,i nostri inestinguibili desideri di un migliore futuro.ren
RispondiEliminaA volte i sottoscritti patti cambiano in divenire, magari non si è consapevoli del vizio di forma, oppure qualcuno decide di non onorarli fino in fondo, oppure le insistenti pretese divengono insopportabili oppure ancora le altre presenze non sconfitte sono d'incomodo e fanno gocciolare le speranze, che come universalmente noto "sono - però - le ultime a morire".
RispondiEliminaMagari gocciolano, si stemperano, rischiano di evaporare, come i patti firmati con un inchiostro che sbiadisce.
Grazie a tutti per gli spunti di riflessione che mi offrite.
Francesca V.
Roberto Capponi
RispondiEliminaBersagli inesorabilmente mancati da miopi frecciatori d'arco sprovvisti...decedute speranze di traguardi mai tagliati ed una folla che plaude rincorse d'epilettici monconi...
Molto bella!
Roberto Capponi
RispondiEliminaBersagli inesorabilmente mancati da miopi frecciatori d'arco sprovvisti...decedute speranze di traguardi mai tagliati ed una folla che plaude rincorse d'epilettici monconi...
Molto bella!
A volte ci viene imposta senza consultarci, con logica geometrica e con insistenza, una decisione già presa come se fosse l'unica soluzione possibile o il solo modo di agire in quella precisa situazione.
RispondiEliminaNon si tiene però conto che nella vita nulla è geometrico e predefinito. Dietro ogni previsione va considerato il margine di rischio che pure esiste. L'imposizione inoltre provoca quasi sempre frustrazione e insofferenza, gli "spasimi tartassanti" di cui parli.
A quel punto ci si adatta per quieto vivere e per evitare conflitti ulteriori. Ma a quale prezzo !
Ci si sente prigionieri delle convenzioni, quasi "ostaggi" del pensiero altrui e "vittime" del più forte.
Allora anche le speranze di fare un'altra scelta o di prendere un'altra decisione si sciolgono come neve al sole... Ma quanto sarebbe bello avere il coraggio ogni tanto di dire di no, anche a costo di essere tacciati di egoismo o di essere considerati infantili.
Per fortuna la Poesia costituisce il mezzo per evadere e reagire.
Molto vera e intensa, Francesca. Grazie!
Deborah Mega
Di contro alle nostre spontanee inclinazioni v'è sempre la Misura che ci impone il mondo. La miglior forma della nostra esistenza sta nel maggiore accostamento tra questa e quelle, giacchè la vita non sarà mai una astrazione, ma una concreta espansione del dono che ci è dato.
RispondiEliminaGli "spasimi" che "goccialono" siano allora fiori che punteggino le nostre scelte e che corroborino il "modus" di ogni nostro atteggiamento, sì che le cose si impregnino di noi: possiamo agire solo su quello che ci è dato.
Grazie Francesca
Leopoldo Costabile
La Misura ci dà forma.
RispondiEliminaNon siamo esseri evanescenti, ectoplasmi pura mente o spirito, e il continuo aggiustamento tra la nostra finitezza, la nostra corporeità, i limiti del nostro vissuto a volte rendono arduo il cammino.
Non sempre troviamo - se non per brevi attimi, sprazzi di luce - quell'equilibrio che ci permette di vivere serenamente.
Allora tutto sembra filare nel modo giusto, gli ingranaggi sono ben oliati. I Patti ci danno anche forza, anche se a volte c'impongono limiti che a fatica il nostro Io più anarchico digerisce.
Grazie Leopoldo per questo spunto.
Francesca V.
Leopoldo Costabile
RispondiEliminaDi contro alle nostre spontanee inclinazioni v'è sempre la Misura che ci impone il mondo. La miglior forma della nostra esistenza sta nel maggiore accostamento tra questa e quelle, giacchè la vita non sarà mai una astrazione, ma una concreta espansione del dono che ci è dato.
Gli "spasimi" che "goccialono" siano allora fiori che punteggino le nostre scelte e che corroborino il "modus" di ogni nostro atteggiamento, sì che le cose si impregnino di noi: possiamo agire solo su quello che ci è dato
Forme geometriche in costante evoluzione-Speranze che colorano il nostro vivere gocciolano dentro patti scritti pronti sempre ad essere messi in discussione pur di raggiungere mete predestinate...
RispondiEliminaSempre originali i tuoi scritti Francesca...grazie a te e a Gloria ...un abbraccio ciao
F.Giorgio
piero lo iacono
RispondiEliminale speranze
chiazzano presenze
bella poesia cubista-geometrica sui patti....
caselline da griglia, tasselli di un mosaico di convivenza.....
acuta come sempre e creativa...
hai molto da dare
da piero lo iacono